Introduzione
Il problema
C'è una crisi in corso (ok, più di una, ma in questo blog si parla di mondo digitale).
Negli ultimi decenni è avvenuto un fenomeno problematico e a dir poco preoccupante: l'instaurarsi di un oligopolio nel campo delle tecnologie informatiche. Poche aziende, le cosiddette "Big Tech", dominano il mercato e non solo: i loro servizi e software, infatti, sono molto diffusi (magari perché appaiono più accessibili all'utente inesperto) e spesso "gratuiti" (virgolette d'obbligo, il costo non sarà monetario ma esiste eccome, e con conseguenze pericolose e ramificate come un cancro).
L'accentramento non ha riguardato solo il lato software, ma anche quello hardware e di infrastruttura, comprendendo l'internet stesso.
I miei sentimenti
Lo scenario in cui viviamo ha un che di distopico e tutto ciò mi sta uccidendo. Mi guardo intorno e vedo degli zombie, incollati agli smartphone1 e sempre più dipendenti da essi, sia in senso medico (la FOMO è reale), sia nel senso dei servizi essenziali e non.
Per esempio, oggi tutti usano Whatsapp, persino aziende e professionisti come i medici; cosa per niente professionale, tra parentesi, visto che così consegnano indirettamente informazioni personali sensibili a Meta (un giorno vi parlerò del problema dei metadati).
Per non parlare poi dell'ultima moda: l'IA...
E io non posso fare a meno di chiedermi se tutte queste persone non si rendano conto di ciò che fanno o se semplicemente non gliene importi nulla.
L'illuminazione
Poi, poco tempo fa... Ho scoperto l'EDRi (European Digital Rights, Diritti Digitali Europei), un'associazione di organizzazioni di diritti umani e civili da tutta Europa che, cito, "difendono i nostri diritti e le nostre libertà nell'ambiente digitale".
Questa è stata una goccia di speranza (non di più: a volte temo che sia già troppo tardi): non solo perché ho scoperto che c'è qualcuno che lotta per contrastare le problematiche dell'oligopolio tecnologico e l'uso sconsiderato delle tecnologie digitali, ma anche perché fanno informazione.
E con questo veniamo (finalmente) allo scopo di questo blog: infatti, a meno che non siate terroristi in grado di far saltare tutti i server e data center delle Big Tech (e io di certo non lo sono), l'unico modo per difendersi è informarsi, e agire di conseguenza.
Scopo e metodi
Consideriamo due fatti:
- la maggioranza degli italiani è spaventosamente ignorante2 in campo informatico;
- la maggioranza degli italiani non conosce l'inglese.
Per il primo punto, la scuola non aiuta: ho visto con i miei occhi l'incapacità degli insegnanti nell'uso basilare del computer e la loro inadeguatezza ad insegnare concetti di base di privacy... La maggior parte di loro, insomma, fa parte della maggioranza degli italiani.
Per fortuna esistono siti come quello dell'EDRi: la gente può informarsi su internet!
...
E' così che ho realizzato il vero problema: la maggior parte dei siti che trattano questi argomenti (e in generale di internet) sono... in INGLESE3.
Ed è qui che entro in gioco io.
Con questo blog proporrò traduzioni in italiano di pagine e articoli utili per informarsi e tenersi aggiornati sui temi di privacy online, diritti digitali, alternative open source, ecc....
Le traduzioni saranno fatte a mano direttamente da me4.
Inizialmente mi concentrerò sugli EDRi-grammi (EDRi-grams), bollettini periodici che l'EDRi propone proprio per tenersi aggiornati, e su alcuni articoli ivi riportati (scelti a mia discrezione).
Nel tempo spero di poter aggiungere altre fonti interessanti.
Ogni traduzione riporterà il collegamento all'originale in incipit. Nel testo tradotto verranno rispettati i collegamenti come in originale: essi indirizzeranno ad altre traduzioni su questo blog, se disponibili; per evidenziare tutti i collegamenti a pagine esterne, non tradotte, verrà usato invece questo simbolo: [↗].
Per trasparenza:
- Non sono un traduttore professionista, ma ho un'ottima conoscenza della lingua inglese (e credo anche di quella italiana, una cosa non da poco al giorno d'oggi!).
- Non ho alcun legame, economico o di altro genere, con l'EDRi o con qualsiasi altra fonte utilizzata.
- Qualsiasi opinione o posizione politica possa emergere dagli articoli tradotti è dei rispettivi autori e non rappresenta le mie opinioni o posizioni.
- Questo blog è tenuto per hobby, senza scopo di lucro, e con l'intenzione di restituire qualcosa di utile alla società.
- Tutti i diritti dei testi originali rimangono dei rispettivi autori.
- E' assolutamente vietato l'utilizzo del contenuto di questo blog per addestrare IA, LLM o simili modelli di apprendimento macchina.
Credo che questo sia tutto, per ora.
Nella speranza che il mio operato possa esservi utile e gradito, vi auguro una
Buona lettura!
COMMENTI
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Note
No, io non ho uno smartphone. Uso un normalissimo telefono cellulare e spendo in un anno quello che voi spendete in un mese. :p↩
nel senso letterale del termine, che ignora. Non è un insulto, è un dato di fatto.↩
Almeno per quanto ne so io. Per quanto improbabile, è possibile che mi sbagli. Avendo una capacità di lettura in inglese pari ad un madrelingua, tendo a visitare soprattutto siti internazionali.↩
Sì, so che esistono i traduttori automatici. E oggi, con l'uso dell'IA (LLM), molti siti propinano (senza chiedere!) le loro imbarazzanti, e a volte esilaranti, traduzioni piene di errori. Ma nessun traduttore automatico potrà mai sostituire la precisione e le sfumature di significato che una persona dotata di cervello vi può fornire. In più, l'idea è anche quella di raccogliere in un unico posto di facile lettura le informazioni utili.↩