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EDRi-gramma, 30 Aprile 2026


Originale (ENG)


In questa edizione: i giovani in tutta Europa dicono 'vietare i social media non sistemerà delle piattaforme fallate'.


Il sole splende appieno a Bruxelles e la Commissione Europea ne ha approfittato per annunciare che la loro applicazione per la "verifica dell'età" è "tecnicamente pronta"[↗]. Un paio di ore più tardi, è arrivata la notizia che era già stata violata[↗]. Come se non bastasse, uno dei modi con cui l'applicazione verifica l'età di una persona è il sistema eID. Lo stesso sistema che era stato violato in Francia settimana scorsa[↗], esponendo le informazioni di 19 milioni di account, che sono state poi messe in vendita sul mercato nero.

Alcuni paesi hanno attuato dei divieti dei social media[↗] per i minori (Australia) o intendono farlo (Francia, Spagna e altri).

La morale della favola è: restrizioni e divieti per una qualsiasi categoria di utenti obbligheranno tutti a verificare la propria identità. Questi divieti non sistemeranno delle piattaforme fallate.

Il vero problema sono i modelli di business e come vengono progettate le piattaforme. Quello di cui abbiamo bisogno dai legislatori UE è che applichino le regole esistenti, considerino la responsabilità delle società e spingano le piattaforme a costruire sistemi che proteggano tutti indipendentemente dall'età. Altrimenti l'unica cosa che stanno facendo è limitare l'accesso a piattaforme dove i giovani spesso trovano occasioni significative per creare comunità e connessioni. Questa misura inoltre esclude quelle persone che non possono facilmente verificare la propria età per mancanza di un documento d'identità, come quelli in condizioni abitative precarie o di migrante.

Non sono solo i sostenitori della giustizia digitale a dirlo, i giovani sono d'accordo con noi. Settimana scorsa, abbiamo pubblicato un articolo opinionistico (op-ed; NdT) firmato da 30 tra associazioni giovanili e rappresentanti dei giovani in tutta Europa che richiedono un cambiamento sistemico al posto di misure tampone discriminatorie.

L'approccio dell'UE nel proteggere i giovani sembra essere semplicemente un ulteriore esempio del disallineamento tra legislatori e pubblico. In effetti ci sono molti casi del genere: considerate il fatto che il denaro dei contribuenti UE finisce per finanziare società di spyware che producono tecnologie per spiare gli europei, o che la Grecia ha speso quattro milioni di Euro per un sistema di sorveglianza "smart " basata sull'IA, che è stato poi (fortunatamente) dichiarato illegale, grazie all'impegno del membro EDRi Homo Digitalis.


Non sono solo gli scandali sugli spyware: l'UE finanzia l'industria che spia gli europei [↗] Le associazioni giovanili richiedono un cambiamento nei social media, non dei divieti [↗] L'EDRi risponde alla richiesta di consultazione della Commissione Europea sull'Omnibus Digitale [↗]
Premio Grande Fratello Ceco 2025: Volkswagen, Meta e le autorità ceche scelti come Spioni dell'Anno [↗] Sistema di sorveglianza "smart" basata sull'IA in Grecia decretato illegale dopo 4 miloni € di spesa pubblica [↗] L'Ufficio Europeo per l'IA deve dare priorità all'istituzione del Forum Consultivo [↗]

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