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EDRi-gramma, 1 Aprile 2026


Originale (ENG)


In questa edizione: precipitarsi, forzare, spremere; il programma UE di deregolamentazione e sicurezza si fa beffa dei nostri diritti.


Cari sostenitori,

è il primo d'aprile e alcune delle ultime notizie dal mondo dei diritti digitali UE in effetti sembrano titoli presi da The Onion1. Permetteteci di illustrarvi i vari modi con cui le istituzioni europee e gli stati membri continuano a fare i buffoni intorno ai nostri diritti e come noi continuiamo a lottare per ciò che conta.

Settimana scorsa c'è stato un ulteriore esempio del frettoloso processo di deregolamentazione, con la proposta sull'Omnibus IA, già affrettata e fallace di suo, che è andata incontro ad una votazione plenaria in Parlamento [↗], con l'inizio dei triloghi il giorno stesso. La velocità con cui questo processo ha avuto luogo sarebbe divertente, se non minasse enormemente i diritti e le protezioni delle persone dai sistemi IA rischiosi. Sembra quasi che i legislatori UE pensino che se si muovono abbastanza in fretta, non noteremo o criticheremo il loro approccio "muoviti rapido, rompi cose".

Un altro colpo è arrivato giovedì scorso, quando il Parlamento Europeo ha fatto passare l'inumano "Regolamento Deportazioni" [↗], nonostante le diffuse reazioni negative e mobilitazioni popolari. Questa legge porterebbe ad una versione UE dell'ICE (Immigration and Customs Enforcement, Controllo Immigrazione e Dogane statunitense; NdT), e legalizzerà misure draconiane, come irruzioni domestiche e sequestro di dispositivi, ed espanderà profilazione razziale e carcerazione preventiva favorite dalla tecnologia e condivisione transfrontaliera di dati illegale [sic]. E' il momento di fare pressioni sugli stati membri dell'Unione perché cambino rotta. Seguite gli aggiornamenti dalla campagna We Keep Us Safe [↗] per saperne di più su questo problema fondamentale.

Questi sviluppi rendono chiaro che i nostri diritti sono minacciati non solo da una deregolamentazione, che riduce le tutele, ma anche dal programma UE di sicurezza dei confini, che invade le nostre libertà. E' imperativo lavorare insieme per resistere a queste ondate nonostante i contrattempi, perché abbiamo ancora potere che possiamo esercitare e ci sono ancora vittorie da celebrare.

Per esempio: dopo settimane di scioccanti sviluppi e interferenza democratica, il Parlamento Europeo, con un voto senza precedenti, ha dato una seconda possibilità alla propria posizione sulla deroga alla direttiva ePrivacy (conosciuta come "Chat Control 1.0"). Per fortuna i membri del Parlamento Europeo hanno mantenuto fermamente la loro posizione di rifiuto della sorveglianza di massa [↗], nonostante forti tentativi di interferenza democratica da parte della Commissione e del Consiglio.

Un'altra vittoria recente: a fine febbraio un tribunale greco ha emesso un'epocale condanna penale di primo grado nello scandalo Predatorgate, dichiarando colpevoli di sorveglianza illegale quattro individui collegati al fornitore di spyware Intellexa. Questa condanna penale di dirigenti di società che forniscono spyware è prima nel suo genere in Unione Europea, e speriamo che porterà ad ulteriori riconoscimenti di responsabilità e risarcimenti per le vittime di attacchi spyware.

Leggete di questo e altro ancora in questo EDRi-gramma:


Omnibus Digitale: un passo indietro dal precipizio, ma i rischi rimangono [↗] Meno regole, più innovazione? L'errore di valutazione della nuova Bruxelles [↗] Un nuovo studio rivela come i giovani vengono influenzati dalle caratteristiche simil-gioco su Snapchat [↗]
La società civile richiede un Atto Legislativo sull'Equità Digitale ambizioso nella Giornata Mondiale per i Diritti dei Consumatori[↗] Predatorgate: rompere la serie di impunità della mala degli spyware [↗]

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Note

  1. giornale satirico online.